PITIGLIANO

Provenendo da Manciano lungo la strada statale 74 maremmana e superato il fiume Fiora improvvisamente come una cartolina si presenta, alla curva della Madonna delle grazie, lo splendido scenario della parete di tufo che si trasforma sulla sommità in case, piccole torri e palazzi storici, senza soluzione di continuità, dato che le abitazioni sono edificate nello stesso materiale dello sperone sottostante, tanto da guadagnarsi l’appellativo di città del tufo.

Cosa vedere a Pitigliano

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Sicuramente antecedente al 1061, anno in cui viene citato per la prima volta, la chiesa venne profondamente restaurata su commissione di Niccolò III Orsini nel 1509 e successivamente alla fine del 1700.
La facciata ha quattro grandi lesene e ai due lati del portale in travertino si trovano le due statue di San Pietro e San Paolo. All’interno, una tela raffigurante da San Paolo della Croce che predica, risalente al XIX secolo, due statue che raffigurano la Fede e la Carità, un’immagine in stucco di San Pietro in Gloria. Sulla grande volta si possono ammirare le immagini dei quattro Evangelisti posti attorno alla Croce gloriosa. Particolarmente interessanti i due dipinti realizzati tra il 1883 edil 1885 dal pittore mancianese Pietro Aldi, raffiguranti “la predestinazione del giovinetto Ildebrando” e “Enrico IV a Canossa”. Nella cappella di sinistra è ospitato un dipinto realizzato da Francesca Ciacci, pittrice pitiglianese, e raffigurante la Sacra Famiglia.

Chiesa di San Rocco. Nota anche come chiesa di Santa Maria, la chiesa è una delle più antiche di Pitigliano, venne infatti costruita tra il XII ed il XIII secolo. L’aspetto attuale è frutto della ricostruzione avvenuta alla fine del 1400 su commissione del conte Niccolò III Orsini e commissionato allo scultore Giovanni da Traù il Dalmata.

Ghetto Ebraico. Alla fine del XVI secolo gli ebrei vennero espulsi dallo Stato della Chiesa ed una grande comunità – circa 500 individui – trovò rifugio nella vicina Pitigliano. La convivenza tra le due comunità fu talmente facile che ben presto nacque un vero e proprio Ghetto Ebraico e iniziò la costruzione dei principali edifici sacri alla religione ebraica, prima su tutti la Sinagoga, costruita nel 1598, vennero poi realizzati anche il Forno delle Azzime, il Bagno Milkve, la Cantina e la Macelleria Kosher. Ancora oggi la Sinagoga è in funzione ed ospita riti religiosi, al suo interno inoltre è presente il Museo della Cultura Ebraica.

Palazzo Orsini. Il Palazzo Orsini si trova in Piazza della Repubblica a Pitigliano. Nacque come convento tra l’XI e il XII secolo e fu poi acquistato nella seconda metà del 1200 dagli Aldobrandeschi che ne fecero la loro residenza ufficiale a Pitigliano. Con l’arrivo degli Orsini a Pitigliano anche la proprietà sul palazzo passò alla famiglia di conti. Gli Orsini commissionarono all’architetto Antonio da Sangallo Il Giovane un lavoro di restauro dell’edificio, trasformandolo nell’attuale Palazzo Orsini.
All’interno del palazzo sono ospitati due musei : il Museo Archeologico ed il Museo Diocesano di Arte Sacra.

Vie Cave. Il territorio di Pitigliano venne abitato sin dall’epoca etrusca ed oggi, a testimonianza di questo antichissimo passato, rimangono le bellissime Vie Cave, misteriose vie scavate nella roccia tufacea, strette ed alte fino a 30 metri, probabilmente utilizzate come via di comunicazione tra le necropoli e gli insediamenti, ma anche di protezione in caso di attacco nemico. Dal borgo di Pitigliano si raggiungono alcune delle più importanti Vie Cave del territorio : Via Cava dei Fratenuti, Via Cava di San Giuseppe, Via Cava dell’Annunziata.

Storia

Secondo la leggenda il paese di Pitigliano nacque in epoca romana quando due giovani romani, Petilio e Celiano (da qui il nome di Pitigliano), in fuga da Roma dopo un furto, si rifugiarono in queste campagne, dando vita ad una prima comunità.
Leggenda a parte, sabbiamo che l’area di Pitigliano venne abitata sin dal periodo etrusco, qui gli etruschi fondarono i primi villaggi, le necropoli e costruirono le Vie Cave. Venne frequentato anche in epoca romana. Le prime notizie certe circa l’esistenza di un borgo chiamato Pitigliano risalgono al 1061, citato in una bolla ufficiale di Papa Niccolò III. Durante il Medioevo la città fu un possedimento degli Aldobrandeschi, sotto il controllo dei quali rimase fino al 1293 anno del matrimonio tra Anastasia Aldobrandeschi e Romano Orsini. Da quel momento Pitigliano venne ereditata dagli Orsini che la fecero diventare parte della loro Contea. Agli Orsini, che dominarono per circa 300 anni, seguirono i Medici di Firenze che governarono fino al 1737, quando il potere passò ai Lorena che rimasero a capo della cittadina fino alla sua annessione al Regno d’Italia.